Pesco e susino non parlano

marzo 2nd, 2013 § 0 comments § permalink

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Meihua zhuang Puglia 2012

settembre 1st, 2012 § 0 comments § permalink

Dal 17 luglio al 17 agosto si è tenuto ad Aradeo (Lecce) il quarto workshop di Meihua zhuang.

E’ stato un piacere ritrovare gli studenti più anziani, con la loro ancora vigorosa passione; altrettanto piacevole è stato accogliere nuovi volti con la loro inesauribile curiosità. Il bilancio è sicuramente positivo, di anno in anno si sta formando una bella squadra, tuttavia per l’ennesima volta sento il bisogno di dovermi ripetere. » Read the rest of this entry «

Un pescatore

gennaio 1st, 2012 § 8 comments § permalink

Opera del fotografo Lang Jingshan (1892 – 1995)

Un uomo d’affari americano, in un villaggio di pescatori sulla riva del mare messicano, vede avvicinarsi alla costa una piccola imbarcazione con all’interno una grande quantità di tonno pregiato.
L’uomo d’affari è stupìto dalla capacità del pescatore di catturare questo tipo di pesce, e chiede: “Da quanto tempo sei in mare?
Non da molto.“, risponde il pescatore.
L’americano continua: “E perché non ti trattieni un po’ più di tempo, e ne peschi di più?
Perplesso, il pescatore risponde: “Questo pesce è già sufficiente a mantenere la mia famiglia.
E nel tempo che ti rimane dopo la pesca cosa fai?“, incalza l’americano.
Ogni giorno dormo fino a svegliarmi naturalmente, entro in mare per pescare, ritorno a casa e gioco con i miei figli, dopo mezzogiorno dormo un altro po’, all’imbrunire arrivo in paese per bere un po’ e suonare la chitarra con i miei amici. Sono abbastanza impegnato durante tutta la giornata!

Opera del pittore Wu Guanzhong (1919 – 2010)

L’uomo d’affari sempre più incredulo, vorrebbe aiutare il pescatore con dei consigli: “Sono un esperto di MBA dell’Università di Harvard, io posso aiutarti! Tu dovresti utilizzare un altro po’ del tuo tempo per pescare più pesci, dal ricavato della loro vendita in poco tempo avrai il denaro per comprare una barca di legno più grande. Di conseguenza, avrai più spazio per pescare ancora più pesci, comprare più pescherecci e gestire la tua flotta personale. A questo punto non avrai più bisogno di vendere il tuo lavoro ai commercianti del pesce, ma potrai farlo direttamente alle fabbriche, per poi arrivare ad aprire una tua fabbrica di inscatolamento del tonno. In questo modo controllerai tutta la produzione, dalla lavorazione alla vendita. Dopodiché, potrai andartene da questo villaggio di pescatori, per trasferirti a Città del Messico, poi a Los Angeles, infine a New York. Qui la tua azienda in continua attività continuerà la sua espansione.
Il pescatore messicano: “Quanto tempo sarà necessario?
Da 15 a 20 anni.
E poi?
L’uomo d’affari dopo una risata risponde: “E poi potrai fare l’imperatore da casa! Alla prima occasione immetti le tue azioni sul mercato e le vendi ad alcuni investitori. Diventerai straricco! Guadagnerai miliardi su miliardi!
Di nuovo il pescatore: “E poi?
E l’americano: “E poi potrai andare in pensione! Ti potrai trasferire in un villaggio di pescatori, ogni giorno dormire fino a svegliarti naturalmente, entrare in mare per pescare, ritornare a casa e giocare con i tuoi nipoti, dopo mezzogiorno riposare un altro po’, all’imbrunire arrivare in paese per bere un po’ e suonare la chitarra con i tuoi amici!
Il messicano dubbioso risponde: “Beh, ma è proprio quello che faccio adesso!!!

Opera del pittore Feng Zikai (1898 – 1975)

Quali sono i nostri obiettivi nella vita? Di cosa abbiamo bisogno per stare bene ogni giorno? Cosa è veramente importante? E cosa è realmente essenziale?

Felice anno nuovo a voi e a tutte le persone care che vi sono vicine.

 

A bocca aperta

marzo 26th, 2011 § 2 comments § permalink

Il video è molto divertente. Dopo averlo visto, per un bel po’ di tempo, ogni volta che la sequenza mi ritornava in mente non riuscivo a trattenermi dal ridere… malauguratamente questo succedeva in ogni circostanza, in metropolitana, al mercato di frutta e verdura, mentre passeggiavo per strada… chissà quanti vedendomi avranno sospettato della mia stabilità mentale!

… Ma! … Se, come consigliava il saggio Pirandello, provassimo a passare dal comico all’umorismo?

L'”avvertimento del contrario” è spensierato e rilassante, ma una considerazione meno superficiale potrebbe far capire che spesso per strada ci facciamo distrarre troppo facilmente e dimentichiamo gli obiettivi propri di una pratica marziale genuina. Ci si perde in mere considerazioni estetiche degne di ballerini professionisti o, ancora peggio, in molto più puerili sentimenti di confronto e di sopraffazione degni di ragazzini al primo pelo che in gruppo si passano il righello nella biancheria intima. Si è sopraffatti dalla mania di grandezza procedendo in conteggi di forme, di tecniche, di maestri e Dio solo sa di cos’altro, quando poi basta un bel “ceffone” (solo per citare il video sopra) per risolvere la questione.

Così alla fine, sempre per citare Pirandello, “ciò che inizialmente ci faceva ridere adesso ci farà tutt’al più sorridere” o piangere, aggiungerei io nello specifico.

Un’esperienza diversa

febbraio 22nd, 2011 § 2 comments § permalink

di Giuseppe Mighali
per Spigolature Salentine

Dèi della porta (门神)

Come tutti gli anni ho trascorso le ultime due settimane del capodanno cinese nella regione dello Hebei, in campagna, tra combattimenti e allenamenti intensivi.

Quest’anno, però, ho voluto ritagliarmi una breve sosta per andare alla scoperta non di maestri di arti marziali, ma di altri grandi personaggi che continuano a praticare e tramandare una particolare tecnica dell’arte della stampa su carta con blocchi di legno, arte popolare che in questa provincia vanta origini risalenti alla fine della dinastia Song (960 – 1279).

Le stampe sono molto richieste soprattutto durante il capodanno cinese e sono prodotte da artisti, quasi tutti contadini dediti principalmente al lavoro agricolo.
L’immagine finale è il risultato di tre processi: disegno (绘 huì), incisione (刻 kè) e stampa (印 yìn).
I contorni dell’immagine vengono dapprima disegnati su un foglio carta di riso sottile, il quale viene poi incollato in senso opposto su un blocco di legno piano e successivamente inciso a mano libera. La particolarità della tecnica e quindi la maestria nel realizzare le opere, sta nel disegno, che  deve essere diviso su più blocchi di legno in base al colore che si dovrà stampare. Per una sola stampa, quindi, verranno incisi più blocchi di legno, uno per ogni colore da utilizzarsi.
Su ogni blocco si stende dunque l’inchiostro liquido, che sarà del colore previsto, quindi si applica il foglio, esercitandovi adeguata pressione con una speciale spatola. Una volta stabilito il contatto del foglio con i diversi blocchi si ottiene dunque una cromia che è antesignana della moderna planografia.

In quelle vecchie case della cruda campagna della Cina del nord quel sapiente artigianato trasmesso da millenni di generazione in generazione, l’odore acre dell’inchiostro e le pazienti espressioni rugose di quegli anonimi artisti, anziani “tipografi”, hanno lasciato un’altro indelebile segno nella mia vita.

La vera conoscenza viene dalla pratica

aprile 14th, 2010 § 5 comments § permalink

di Giuseppe Mighali

Opera del pittore Feng Zikai (1898 – 1975)

Fino a qualche tempo fa era pressocchè sconosciuto e protetto, ma in questi ultimi anni il Meihua zhuang sta attraversando un periodo difficile. A causa di alcuni carismatici “maestri”, che hanno più chiaro il desiderio di fama piuttosto che la pratica marziale e il relativo perfezionamento etico-morale — e se vogliamo anche spirituale —, questa arte marziale sta attraversando un periodo di fama poco salutare.
In Cina su questa corrente modaiola stanno spuntando come funghi improvvisati ricercatori, studiosi, speculatori e purtroppo sempre più improvvisati “maestri”. Personaggi che dietro a concetti molto cinesi come l’ossessionante patriottismo, la voglia di far conoscere la propria cultura, il sogno di non far perdere nel nulla e per sempre una parte — ciò che rimane — della propria cultura e tradizione, ecc. nascondono obiettivi meno profondi quali la fama, il prestigio e la ricchezza.

Si comportano in maniera strana, come dei ladri. Arrivano, filmano, prendono appunti, pochi minuti e scappano come se avessero la coscienza sporca!“, così me li descrisse un anziano maestro in uno dei miei ritiri marziali nelle campagne cinesi. Questa gente approfitta del proprio status sociale — che spesso esalta — per convincere contadini semplici, troppo lontani dai mali della società e troppo impegnati a pensare al pane quotidiano per potersi difendere adeguatamente, a far mostra delle proprie conoscenze.
Il lato positivo di questa situazione è che comunque “paru cerca paru e paru trova (una persona cerca un suo pari e un suo pari trova)”. Questi personaggi con le loro promesse riescono a incantare solo praticanti a loro simili per natura, le persone serie rimangono a guardare indifferenti da un angolo buio. Il vero problema è che da questi materiali “rubati” nascono decine di libri e articoli scritti da docenti universitari maestri non si sa come di migliaia di discepoli, storici, praticanti sulla carta improvvisati ricercatori che diffondono pseudo-cultura che disorienta chi si avvicina e chi è vicino a questo mondo. Nel frattempo le poche persone che veramente avrebbero voce in capitolo non trovano motivi validi per uscire allo scoperto, e come succede da anni qui in Cina spesso muoiono portando con loro gli ultimi frammenti di una cultura agonizzante e senza aver trovato una persona a cui trasmettere le proprie conoscenze.

E’ inutile dire che, come al solito, ciò si riflette anche sull’occidente. Questa atmosfera danneggia le già precarie conoscenze dei praticanti occidentali, ma danneggia anche una cultura cinese che da poco si è ripresa da una grave frattura culturale, e di tutto ha bisogno meno che di questo tipo di “benefattori”.

Nugae sul giusto metodo

ottobre 5th, 2009 § 5 comments § permalink

di Giuseppe Mighali

Oggi in un momento di riposo, ho provato a esercitare un po’ la calligrafia cinese:

Preparata l’acqua.
Pronto l’inchiostro.
Pennello ben inumidito.
Un respiro profondo.
Il pennello immerso nell’inchiostro.
La sua punta che accarezza il bordo del piattino per modellarsi.
Gli occhi si chiudono soli,
quando si riaprono la mano sa già cosa fare.
Viene fuori il primo ideogramma…
Ma non soddisfa:
manca armonia,
lo scheletro è deforme…
E allora riproviamoci, cosciente degli errori precedenti.
Ecco un altro ideogramma… scritto male… si è cercato di rimediare agli errori ma ancora niente!

Nel frattempo la mente si svuota, rimane il respiro;
totalmente immerso nell’inchiostro che rimane sul foglio ogni volta che il pennello lo accarezza,
senza accorgermene,
ho già scritto decine di fogli con lo stesso carattere in un lasso di tempo che non so quantificare.

Ma i miglioramenti sono lievi.
Poco importa, l’importante non è tutto e subito.
Non è bene oggi a tutti i costi.
L’importante è sapere il “come” fare.
E ancora più importante il saperlo fare tutti i giorni.
Anche solo per un attimo, ma farlo!
Anche solo farne una piccola parte, ma farla con impegno,
dando tutto in ogni singolo momento dell’azione.

Ed ecco che capisco quanto, della vita, abbiano saputo insegnarmi le arti marziali in quasi 20 anni di pratica.
Il maestro, chi è?
Solo una persona che incontriamo per caso, ci ispira fiducia e per questo gli chiediamo indicazioni stradali.
Lui conosce la strada, perchè l’ha già percorsa o la sta percorrendo; ma non potrà venire con noi.
La strada la dobbiamo percorrere da soli, e soli resteremo nel percorrerla.
La meta la raggiungiamo (se ci riusciamo) da soli.
Attraverso gli errori di ogni giorno.
Attraverso le prove e le riprove.
Attraverso la costanza.
Attraverso il “metodo”.

Ogni volta che entro in una delle cinque posizioni… il discorso non cambia…
Le gambe si piegano.
Le braccia si alzano.
La posizione è presa.

Un respiro profondo.
La mente si svuota.
Rimane il ritmo del respiro,
la sensazione dei muscoli,
dello scheletro,
del dolore…
Tutto ciò che mi circonda scompare,
rimangono solo le “indicazioni stradali” che mi sono state date
e la sensazione degli errori.
La posizione non va bene.
E allora giù a controllare, a sondare ogni singolo centimetro del nostro corpo,
Per averne la sensazione,
e una volta ottenuta…
ricercare una soluzione all’errore
o assaporare e memorizzare una sensazione che riteniamo positiva.
Ed ecco che un altro passo verso la meta è stato compiuto.

Così,
ogni giorno.

E’ la testarda cosciente perenne ricerca che fa crescere l’uomo.

Where Am I?

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