Foto d’altri tempi

aprile 14th, 2011 § 0 comments § permalink

第二次国术表演大会摄影,民国廿六年

Questa foto del 1937 risalirebbe a un torneo di lotta organizzato dal governatore dello Shandong Han Fuju (韩复榘). Dalla provincia di Wuqiang vennero inviati otto lottatori destinati ad alimentare non poche leggende.

Gli anni della Repubblica di Cina (1911-1948) sono stati caratterizzati dalla rivalutazione delle arti marziali tradizionali cinesi da parte del governo, tanto da essere rinominate arti nazionali (guóshù 国术). In città come Shanghai, Hangzhou e Canton vennero organizzati tornei di arti marziali rimasti nella storia anche per essere riusciti a radunare un gran numero di maestri e praticanti.
Vennero organizzati anche esami, simili a quelli imperiali di un tempo, con lo scopo di rinforzare l’esercito.
Il governatore dello Shandong Han Fuju, figura chiave non solo per la sua regione, fu un importante protagonista di questa rivalutazione.

Frammenti fotografici – III

marzo 20th, 2011 § 0 comments § permalink

Terzo e ultimo gruppo di foto riguardanti il raduno Meihua Zhuang di Wuqiang (Hebei) di questo 2011.

Frammenti fotografici – II

marzo 14th, 2011 § 4 comments § permalink

Secondo gruppo di foto riguardanti il raduno Meihua Zhuang di Wuqiang (Hebei) di questo 2011.

Frammenti fotografici – I

marzo 9th, 2011 § 0 comments § permalink

Primi sporadici frammenti fotografici del raduno Meihua zhuang di Wuqiang (Hebei) di questo 2011.
La cerimonia commemorativa in onore dei maestri antenati si è svolta normalmente, a parte qualche caratteristico quanto inaspettato fiocco di neve. Oltre questa singola giornata di rito, i giorni passati in campagna sono stati caratterizzati come sempre da un’immersione completa nel Meihua zhuang: tre allenamenti al giorno con pausa soltanto per pranzo e cena, decorati da duelli e dimostrazioni.
Scarso più che mai il materiale multimediale rimasto; ecco un primo gruppo di foto, a volte neanche molto rappresentative, ma utili per ricordare l’evento.

Quest’anno siamo stati accolti da una bella sorpresa. Grazie ad aiuti economici statali, una vecchia scuola del villaggio è stata completamente ristrutturata e ora è utilizzata per varie attività ricreative. Quello che l’anno scorso era un rudere pericoloso, adesso è un ottimo punto di ritrovo per adulti e bambini; chi gioca, chi suona, chi danza, chi allena le arti marziali e chi guarda.
In un pomeriggio caratterizzato da neve e danze popolari, ecco un anziano alle prese con i maneggi del bastone a tre sezioni.
Alcuni attrezzi del mestiere.
Emmittenti televisive sempre alla ricerca di interviste e situazioni anomale. Evitarli è inutile… ricordate cosa succedeva tra i banchi di scuola quando si cercava di nascondersi per non essere interrogati? La sensazione è sempre la medesima!
Non fate battute maliziose sul gesto.

Un’esperienza diversa

febbraio 22nd, 2011 § 2 comments § permalink

di Giuseppe Mighali
per Spigolature Salentine

Dèi della porta (门神)

Come tutti gli anni ho trascorso le ultime due settimane del capodanno cinese nella regione dello Hebei, in campagna, tra combattimenti e allenamenti intensivi.

Quest’anno, però, ho voluto ritagliarmi una breve sosta per andare alla scoperta non di maestri di arti marziali, ma di altri grandi personaggi che continuano a praticare e tramandare una particolare tecnica dell’arte della stampa su carta con blocchi di legno, arte popolare che in questa provincia vanta origini risalenti alla fine della dinastia Song (960 – 1279).

Le stampe sono molto richieste soprattutto durante il capodanno cinese e sono prodotte da artisti, quasi tutti contadini dediti principalmente al lavoro agricolo.
L’immagine finale è il risultato di tre processi: disegno (绘 huì), incisione (刻 kè) e stampa (印 yìn).
I contorni dell’immagine vengono dapprima disegnati su un foglio carta di riso sottile, il quale viene poi incollato in senso opposto su un blocco di legno piano e successivamente inciso a mano libera. La particolarità della tecnica e quindi la maestria nel realizzare le opere, sta nel disegno, che  deve essere diviso su più blocchi di legno in base al colore che si dovrà stampare. Per una sola stampa, quindi, verranno incisi più blocchi di legno, uno per ogni colore da utilizzarsi.
Su ogni blocco si stende dunque l’inchiostro liquido, che sarà del colore previsto, quindi si applica il foglio, esercitandovi adeguata pressione con una speciale spatola. Una volta stabilito il contatto del foglio con i diversi blocchi si ottiene dunque una cromia che è antesignana della moderna planografia.

In quelle vecchie case della cruda campagna della Cina del nord quel sapiente artigianato trasmesso da millenni di generazione in generazione, l’odore acre dell’inchiostro e le pazienti espressioni rugose di quegli anonimi artisti, anziani “tipografi”, hanno lasciato un’altro indelebile segno nella mia vita.

Cerimonia in memoria degli antenati del Meihua zhuang 2010

marzo 1st, 2010 § 2 comments § permalink

di Giuseppe Mighali

Anche quest’anno abbiamo partecipato alla celebrazione della cerimonia in memoria degli antenati.
Questo rito si tiene ogni anno durante il capodanno cinese, ed è un’occasione unica e molto importante per chi pratica Meihua zhuang in tutta la Cina per riunirsi e confrontarsi con duelli o dimostrazioni. Ma è anche e soprattutto un ritorno a “casa”, quindi il periodo trascorso in campagna si trasforma in un’occasione per fare festa, divertirsi, senza mai dimenticare di allenarsi, scambiarsi qualche nozione e di confrontarsi.

Il giorno del rituale, di buon’ora, abbiamo attraversato con una processione a tappe alcuni centri rurali fermandoci nelle abitazioni degli attuali maestri più importanti. Qui, il maestro e io siamo stati simpaticamente assaliti e intervistati per circa un’oretta dai media cinesi in cerca di storie nuove da raccontare.
“Secondo te, cosa differenzia il Sanda dal Meihua Zhuang?”, mi ha chiesto provocatoriamente uno dei giornalisti durante l’intervista. Il classico tipo di domanda che lascia senza parole per la sua natura, e che io sinceramente odio. Ed è con questa premessa che successivamente ho cercato diplomaticamente di divincolarmi, ma la mia risposta è stata apprezzata, o almeno così sembra visto che dopo l’intervista lo stesso giornalista dandomi il suo bigliettino da visita si è promesso di venire a trovarmi a Pechino.

Più tardi, un’enorme folla proveniente anche da altri centri rurali, oltre che da tutta la Cina, si è riunita davanti alle lapidi commemorative dei maestri antenati: gli inchini, i discorsi di alcuni maestri e poi subito una serie di dimostrazioni.
Piuttosto semplice come rituale d’inizio.

In realtà la parte più importante della cerimonia si svolge sempre nel pomeriggio, subito dopo pranzo.
Una folla di centinaia di persone, spettatori e praticanti, esperti e principianti di tutte le età, si riunisce in un terreno incolto formando una ronda, al centro della quale ci si esibisce volontariamente fino all’imbrunire con forme a mani nude o con armi, duelli dimostrativi o veri e propri duelli senza protezioni e con poche ed essenziali regole che spesso si affidano alla virtù marziale del duellante.

I duelli, pur essendo veri e propri combattimenti a contatto pieno tra sconosciuti, senza nessun tipo di protezione e con regole essenziali, sono animati dall’unico senso di crescita marziale e interiore. Ognuno è libero di entrare nella ronda così come di uscirne, nessuno si sognerebbe mai di discutere sul “chi ha vinto o perso”, concetti che si perdono nel vuoto della loro stessa ingenuità e che lasciano il posto a considerazioni più utili e profonde. Adoro e ammiro questa filosofia della comunità marziale del Meihua zhuang, non so quanti altri stili nel mondo possano ancora oggi vantare questo tipo di realtà.

Alcuni si arrampicano persino sugli alberi per poter ammirare lo spettacolo!

Where Am I?

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