5 aprile 2014

aprile 10th, 2014 § 2 comments § permalink

di Giuseppe Mighali

In Cina la Commemorazione dei defunti quest’anno si è celebrata il 5 aprile. In questo giorno è consuetudine visitare e ripulire le tombe dei propri cari. Approfittando di questi giorni feriali, per il rito, mi sono diretto verso la tomba del nostro antenato Zhang Congfu, tra la gioia di ritrovare vecchi amici e anziani maestri, e la tristezza di constatare l’avanzato degrado culturale. » Read the rest of this entry «

Zhang Congfu

dicembre 26th, 2009 § 0 comments § permalink

di Giuseppe Mighali

Zhang Congfu, in cinese 张 从富, nacque nel 1736 (清高宗元年) nella provincia di Pingxiang in Hebei e morì nel 1816 (仁宗二十一年) all’età di 80 anni. Maestro di 8a generazione di Meihua Zhuang della grande intelaiatura, riformò lo stile fondandone uno nuovo denominato della piccola intelaiatura.

Discepolo del maestro Zhao Xueyi (赵 学义), i vari appunti storici lo ricordano buono di cuore e molto saggio, dedito alle arti marziali così come allo studio dei classici, due aspetti nei quali già in tenerà età raggiunse lodevoli traguardi.

Partendo dalla grande intelaiatura, codificò il Meihua Zhuang della piccola intelaiatura, e dopo ciò per tutta la vita si impegnò nel diffondere il pensiero “tutti i praticanti di Meihua del mondo sono un’unica famiglia” (天下梅花是一家).
Ed è così che, ancora oggi, gli unici due rami realmente esistenti del Meihua Zhuang, non si sono mai divisi effettivamente, come sarebbe successo in altri stili, e tutti i praticanti sentono di appartenere ad un’unica famiglia, pur conservando anche all’interno degli stessi rami sovrammenzionati alcune differenze nella pratica a volte molto visibili, ma sempre facenti parte di un quadro concettuale e tecnico ben preciso.

Nel 1764, Zhang Congfu decise di aprire una miniera a ovest di Xingtai in Hebei. I suoi discepoli erano molto poveri e spesso risultava difficile organizzare gli impegni lavorativi con l’allenamento. Così il maestro si diresse verso la capitale per richiedere i permessi necessari. In città notò un gruppo di uomini mentre accerchiavano una persona con l’intento di ucciderla. Il maestro intervenne immediatamente, salvò il malcapitato e solo dopo venne a conoscenza dell’identità dell’uomo: l’allora imperatore Qianlong (乾隆帝).
L’imperatore stupito dalle abilità marziali di Zhang Congfu volle trattenerlo a corte, e per ringraziarlo gli offrì una somma in denaro e una carica di ministro. Il maestro accettò l’abito da ministro (nell’immagine), ma rifiutò l’incarico, comunicando all’imperatore di non ritenersi all’altezza.

Rientrato nel suo villaggio, con i suoi discepoli aprì la miniera. La vita dei praticanti divenne subito più calma, tutti si organizzarono in modo da lavorare in miniera di giorno e allenarsi di sera. E i risultati non tardarono a farsi vedere.
Dopo qualche anno Zhang Congfu lasciò la miniera ad alcuni suoi discepoli e si mise in viaggio.

Nel 1816, il maestro fondatore della piccola intelaiatura morì nel suo villaggio nella provincia di Pingxiang in Hebei. I discepoli comunicarono la morte alla corte imperiale e l’imperatore Jiaqing (嘉庆帝), come ringraziamento per aver salvato l’imperatore Qianlong suo predecessore, ordinò e finanziò la costruzione della tomba di Zhang Congfu.

Un viaggio alle radici del Meihua Zhuang

novembre 16th, 2009 § 6 comments § permalink

Ogni anno in questo periodo pensare a un regalo per il compleanno del maestro Sui non è impresa facile, tuttavia quest’anno credo di essermela cavata bene con un breve viaggio alle radici del Meihua Zhuang della piccola intelaiatura (小架梅花桩) alla ricerca del ritratto del maestro fondatore dello stile: Zhang Congfu (张从富).

Proprio nei giorni precedenti alla partenza, si era abbattuta sulla regione Hebei una bufera di neve e i treni per alcune località erano stati tutti annullati… quasi tutti…
A causa della neve il treno avanzava alla velocità di un bradipo, ma su queste tratte si conoscono sempre persone interessanti e il tempo passa veloce. All’arrivo un bus mi avrebbe portato a destinazione o per meglio dire mi avrebbe lasciato alla mia destinazione finale: una sperduta campagna di una provincia della regione Hebei; ma erano già le 23, potevo solo cercare un posto dove passare la notte.
Ostelli e piccoli albeghi… tanti, – tutti abbastanza spartani naturalmente – ma nessuno voleva accettare stranieri (in base alla legge, dicevano). Solo dopo aver fatto il giro di 5-6 di questi esercizi, qualcuno è stato disposto a infrangere suddetta legge.
La notte è passata veloce, sempre in compagnia (ma stavolta non di esseri umani), e l’indomani mattina presto ero già pronto a prendere il bus che mi avrebbe portato in campagna. Ancora una volta non senza problemi, perchè la neve e la nebbia hanno triplicato il tempo del tragitto.

Già qualche giorno prima di partire, tramite alcuni contatti, avevo informato della mia visita; quando finalmente sono sceso dal bus, a ricevermi c’era un maestro di 15a generazione.

Durante tutto il soggiorno, l’accoglienza è stata calorosa e a momenti commovente.
All’inizio una breve presentazione: siamo entrati nel primo portone che abbiamo incontrato, ci siamo seduti, ci è stata offerta un po’ d’acqua calda per riscaldare le membra. Pian piano altri personaggi si sono aggiunti al gruppo di accoglienza, e siamo partiti a bordo di un carrello montato su un motorino, come si vede in foto.

Sempre a causa della neve le stradine di campagna erano impraticabili e pericolose, ma con cautela siamo arrivati alla nostra prima meta, il tempietto commemorativo di Zhang Congfu.
Il tempo a nostra disposizione non era molto, quindi dopo il saluto di rito dovuto agli antenati, ci siamo diretti verso la seconda meta.

“Il bosco di lapidi” (碑林).
Qui sono raggruppate molte lapidi, a volte solo commemorative, dei maestri antenati dello stile.
Nell’ultima foto l’antica tomba di Zhang Congfu, che riposa qui dal 1816.

Su questa lapide è raffigurato un allenamento su dei pali, in memoria della leggenda secondo la quale un tempo l’allenamento del MHZ si svolgeva appunto sui pali e non a terra come oggi.

Dopo una breve pausa per il pranzo, tra chiacchiere e discussioni marziali, …

… un allenamento veloce in un cortile di casa.
A disposizione solo poco più di mezz’oretta, quindi ognuno ha esposto velocemente quello che preferiva del proprio repertorio, poi ci sono stati degli interessanti scambi di tecniche. Purtroppo non ho potuto conservare foto di questo momento; il solito vecchio problema: o ci si allena o si fanno foto.

Dopo il breve allenamento “dimostrativo”, ci siamo diretti verso casa dei pronipoti di Zhang Congfu.
Una breve chiacchierata di presentazione, poi ci hanno permesso di vedere il ritratto del loro antenato di famiglia appeso per l’occasione su un muro nel cortile. Dapprima il rispettoso saluto rituale, poi le foto per la duplicazione.

Ormai era già sera e gli accompagnatori hanno insisitito perchè non si dormisse in albergo, così ho pernottato a casa del maestro che mi aveva accolto al mio arrivo, una persona disponibile ma soprattutto umile, che nonostante l’età e lo stato marziale non trova vergogna nel mettere in mostra le proprie lacune e a chiedere informazioni specifiche.
Così fino a notte tardi, mentre sua moglie dormiva in un’altra stanza, insieme ad altri due maestri siamo stati a farci domande, a provare e a discutere tecniche.
L’indomani dovevo partire presto, ma una volta svegli abbiamo continuato a mimare movimenti, chiedere, provare…; dopo la colazione a base di brodo di granturco, pane e di alcuni piatti non molto mattutini, sono partito tra i saluti e gli inviti a ritornare.

Una simpatica atmosfera casalinga, è questo che si avverte in questi luoghi alle origini del Meihua Zhuang, dove uno stile di arti marziali riesce a far dimenticare differenze non solo etniche e a unire strettamente persone a volte molto diverse facendole sentire parte di una grande famiglia, con tutti i doveri e i piaceri che un nucleo familiare (… marziale) comporta.

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