Video Raduno Liangshan 2010

ottobre 27th, 2010 § 7 comments § permalink

Ecco alcuni video riguardanti il torneo di Liangshan ottobre 2010.
I filmati non saranno selezionati in base all’esecuzione buona o cattiva, ma in base alla presenza o meno di elementi caratteristici del Meihua Zhuang.
Il post verrà aggiornato man mano che riceverò nuovo materiale.

• Combattimento prestabilito – Lancia contro Lancia

• Combattimento prestabilito – Lancia contro manganello delle tre lance

• Combattimento prestabilito – Bastone a tre sezioni contro Doppia Sciabola

• Forma a mani nude – I primi passi…

• Combattimento prestabilito – Alabarda contro Lancia
Questo comico filmato, documenta abbastanza esplicitamente come i combattimenti prestabiliti o gli allenamenti tradizionali in genere,
spesso si adattano alle esigenze di feste e fiere popolari… e col tempo vengono fraintesi.

Secondo raduno di Meihua Zhuang Liangshan 2010

ottobre 19th, 2010 § 3 comments § permalink

di Giuseppe Mighali

Si è concluso il 17 ottobre il secondo raduno di Meihua Zhuang di Liangshan (Shandong – Cina).
Iniziato il 14, l’evento ha riunito un numero considerevole di praticanti di Meihua Zhuang da tutti gli angoli della Cina. Un’altra ottima occasione per conoscersi e crescere insieme, anche e soprattutto grazie alle competizioni di forme e di combattimento libero presenti nel suo interno, che hanno reso possibile un importantissimo e reale confronto tecnico su più fronti.

Nelle competizioni di forme il confronto è avvenuto prevalentemente tra zone geografiche, evidenziando differenze stilistiche e di allenamento.
Tuttavia, il confronto più interessante è avvenuto nelle competizioni di combattimento libero a contatto pieno, dove erano presenti anche atleti di altre arti e sport marziali. (Video).

Nonostante l’organizzazione abbia più volte lasciato a desiderare, il bilancio finale credo possa considerarsi positivo per il maestro Feng Jianwu organizzatore dell’evento, che alla fine dell’appuntamento in una cena privata, con il maestro Han Jianzhong e altri che lo hanno supportato nell’organizzazione, si è detto stanco ma contento.

Attesa dell’apertura ufficiale delle competizioni

L’apertura ufficiale delle competizioni

L’organizzatore dell’evento, Feng Jianwu, pronuncia il proprio discorso

Han Jianzhong proclama l’inizio delle competizioni

Le competizioni

Tanti nomi per sole 5 posizioni

ottobre 9th, 2010 § 3 comments § permalink

di Giuseppe Mighali

Quest’estate sono stato invitato a parlare di più di “teoria”.
Forse è vero ne parlo poco, ma in realtà tutto ciò di cui varrebbe la pena parlare ha bisogno di essere preceduto e supportato da un lungo periodo di allenamento alle spalle, senza il quale la “teoria”, così come la si intende in Italia, lascia il tempo che trova.
Ciò premesso, possiamo iniziare col fare un po’ d’ordine tra i nomi di ciò che alleniamo.

Spesso, infatti, capita di sentire nomi diversi per ognuna delle cinque posizioni. I perchè vanno ricercati nell’antichità dello stile, ma anche nella varietà di zone geografiche in cui questo è stato e viene praticato e nei relativi dialetti.

I nomi più comuni sono, in ordine:

1. 顺势 Shùn Shì

2. 绕势 Rào Shì

3. 小势 Xiǎo Shì

4. 败势 Bài Shì

5. 大势 Dà Shì

势, significa posizione, posa, gesto; alcune volte è sostituito dall’ideogramma 式 (shì).

顺, rappresenta qualcosa che è lineare, scorrevole, liscio; in senso figurato, qualcosa che procede senza difficoltà.

绕, è il contrario di 顺. Avvolgere, attorcigliare, ruotare.

小, piccolo.

败, sconfitta, insuccesso.
Questa posizione è interpretata come una falsa fuga atta a invitare l’avversario a sferrare un attacco.

大, grande.

Altri nomi, sempre in ordine, sono:

单鞭 (Dān biān): 单, singolo o su un unico lato; 鞭, indica oggetto che ha forma lunga e stretta o sottile come una frusta.

拗势 (ào Shì): 拗 ha due tonalità, ǎo piegare fino a rompere; ào, non lineare, non scorrevole e non liscio. In entrambi i casi, la figura è chiara.

蹲势 (Dūn Shì): 蹲, accovacciarsi, posizione del corpo a gambe piegate più possibile, ma senza che le mani o le braccia tocchino terra.

诓势 (Kuāng Shì): 诓, mentire.
oppure
坡势 (Pō Shì): 坡, pendenza, pendio, declivio.

扑势 (Pū Shì): 扑, assalire, attaccare, piombare.

Ogni posizione, poi, ha un versetto di quattro ideogrammi che ancora una volta ne sintetizza la forma con un’immagine evocativa, ma stavolta anche lo spirito con il quale si dovrebbe mantenere la posizione.

1. 大鹏展翅 (Dàpéng zhǎn chì)
Il Roc stende le ali
Dàpéng è un enorme uccello della mitologia cinese. In occidente, con nomi diversi, trova un corrispondente mitologico in molte civiltà antiche
.

2. 二郎担山 (èr’láng dān shān)
Erlang trasporta le montagne
In breve, Erlang è un giovane personaggio della mitologia cinese che salvò la terra da dodici soli coprendone undici, ognuno con una montagna che si era preventivamente caricato in due cesti che trasportava sulle spalle.

3. 猕猴攀枝 (Míhóu pān zhī)
Il macaco si arrampica sui rami

4. 霸王卸甲 (Bàwáng xiè jiǎ)
Il Re si spoglia dell’armatura
L’appellativo Bàwáng si riferisce a un famoso personaggio politico e militare della storia cinese di nome Xiang Yu, vissuto tra il 232 a.C. e il 202 a. C.

5. 丹凤朝阳 (Dān Fèng cháo yáng)
La rossa fenice guarda il sole

Dove all’ulivo si abbraccia la vite

agosto 30th, 2010 § 2 comments § permalink

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Dove all’ulivo si abbraccia la vite. Queste parole pronunciate da Fabrizio de Andrè nella canzone Il sogno di Maria mi hanno sempre rievocato il Salento e la sua anima più profonda. Dentro questa cornice, anche se in un campo marzio ancora poco accogliente e tutto da immaginare, si è svolto il secondo workshop estivo di Meihua zhuang organizzato e tenuto da me. Gli allenamenti si sono svolti quasi tutti i pomeriggi fino al tramonto, in un lecceto ancora in fasce alla periferia di Aradeo (Lecce).

Credo che i momenti di crescita per tutti i partecipanti, alcuni dei quali al primo contatto con le arti marziali, siano stati tanti; ma più di tutto, spero che ciò che abbiamo allenato in questi due mesi sia portato avanti con pazienza giorno per giorno anche dopo la mia partenza. Solo così il tempo impiegato non sarà stato sprecato.
Non sono mancati i momenti di svago, e a tal proposito vorrei spronare l’inventore della scarpa da ginnastica con tenuta a vite, a brevettare i propri risultati ormai da ritenersi testati sul campo. Con i profitti ricavati potrà senz’altro realizzare i propri sogni.

Considero le foto di questo post dei documenti storici, queste infatti documenteranno l’evolversi di un sogno e di un’ambizione che sta maturando, ma che porto nel cuore già da diversi anni.

Buon allenamento e al prossimo incontro.

La vera conoscenza viene dalla pratica

aprile 14th, 2010 § 5 comments § permalink

di Giuseppe Mighali

Opera del pittore Feng Zikai (1898 – 1975)

Fino a qualche tempo fa era pressocchè sconosciuto e protetto, ma in questi ultimi anni il Meihua zhuang sta attraversando un periodo difficile. A causa di alcuni carismatici “maestri”, che hanno più chiaro il desiderio di fama piuttosto che la pratica marziale e il relativo perfezionamento etico-morale — e se vogliamo anche spirituale —, questa arte marziale sta attraversando un periodo di fama poco salutare.
In Cina su questa corrente modaiola stanno spuntando come funghi improvvisati ricercatori, studiosi, speculatori e purtroppo sempre più improvvisati “maestri”. Personaggi che dietro a concetti molto cinesi come l’ossessionante patriottismo, la voglia di far conoscere la propria cultura, il sogno di non far perdere nel nulla e per sempre una parte — ciò che rimane — della propria cultura e tradizione, ecc. nascondono obiettivi meno profondi quali la fama, il prestigio e la ricchezza.

Si comportano in maniera strana, come dei ladri. Arrivano, filmano, prendono appunti, pochi minuti e scappano come se avessero la coscienza sporca!“, così me li descrisse un anziano maestro in uno dei miei ritiri marziali nelle campagne cinesi. Questa gente approfitta del proprio status sociale — che spesso esalta — per convincere contadini semplici, troppo lontani dai mali della società e troppo impegnati a pensare al pane quotidiano per potersi difendere adeguatamente, a far mostra delle proprie conoscenze.
Il lato positivo di questa situazione è che comunque “paru cerca paru e paru trova (una persona cerca un suo pari e un suo pari trova)”. Questi personaggi con le loro promesse riescono a incantare solo praticanti a loro simili per natura, le persone serie rimangono a guardare indifferenti da un angolo buio. Il vero problema è che da questi materiali “rubati” nascono decine di libri e articoli scritti da docenti universitari maestri non si sa come di migliaia di discepoli, storici, praticanti sulla carta improvvisati ricercatori che diffondono pseudo-cultura che disorienta chi si avvicina e chi è vicino a questo mondo. Nel frattempo le poche persone che veramente avrebbero voce in capitolo non trovano motivi validi per uscire allo scoperto, e come succede da anni qui in Cina spesso muoiono portando con loro gli ultimi frammenti di una cultura agonizzante e senza aver trovato una persona a cui trasmettere le proprie conoscenze.

E’ inutile dire che, come al solito, ciò si riflette anche sull’occidente. Questa atmosfera danneggia le già precarie conoscenze dei praticanti occidentali, ma danneggia anche una cultura cinese che da poco si è ripresa da una grave frattura culturale, e di tutto ha bisogno meno che di questo tipo di “benefattori”.

Cerimonia in memoria degli antenati del Meihua zhuang 2010

marzo 1st, 2010 § 2 comments § permalink

di Giuseppe Mighali

Anche quest’anno abbiamo partecipato alla celebrazione della cerimonia in memoria degli antenati.
Questo rito si tiene ogni anno durante il capodanno cinese, ed è un’occasione unica e molto importante per chi pratica Meihua zhuang in tutta la Cina per riunirsi e confrontarsi con duelli o dimostrazioni. Ma è anche e soprattutto un ritorno a “casa”, quindi il periodo trascorso in campagna si trasforma in un’occasione per fare festa, divertirsi, senza mai dimenticare di allenarsi, scambiarsi qualche nozione e di confrontarsi.

Il giorno del rituale, di buon’ora, abbiamo attraversato con una processione a tappe alcuni centri rurali fermandoci nelle abitazioni degli attuali maestri più importanti. Qui, il maestro e io siamo stati simpaticamente assaliti e intervistati per circa un’oretta dai media cinesi in cerca di storie nuove da raccontare.
“Secondo te, cosa differenzia il Sanda dal Meihua Zhuang?”, mi ha chiesto provocatoriamente uno dei giornalisti durante l’intervista. Il classico tipo di domanda che lascia senza parole per la sua natura, e che io sinceramente odio. Ed è con questa premessa che successivamente ho cercato diplomaticamente di divincolarmi, ma la mia risposta è stata apprezzata, o almeno così sembra visto che dopo l’intervista lo stesso giornalista dandomi il suo bigliettino da visita si è promesso di venire a trovarmi a Pechino.

Più tardi, un’enorme folla proveniente anche da altri centri rurali, oltre che da tutta la Cina, si è riunita davanti alle lapidi commemorative dei maestri antenati: gli inchini, i discorsi di alcuni maestri e poi subito una serie di dimostrazioni.
Piuttosto semplice come rituale d’inizio.

In realtà la parte più importante della cerimonia si svolge sempre nel pomeriggio, subito dopo pranzo.
Una folla di centinaia di persone, spettatori e praticanti, esperti e principianti di tutte le età, si riunisce in un terreno incolto formando una ronda, al centro della quale ci si esibisce volontariamente fino all’imbrunire con forme a mani nude o con armi, duelli dimostrativi o veri e propri duelli senza protezioni e con poche ed essenziali regole che spesso si affidano alla virtù marziale del duellante.

I duelli, pur essendo veri e propri combattimenti a contatto pieno tra sconosciuti, senza nessun tipo di protezione e con regole essenziali, sono animati dall’unico senso di crescita marziale e interiore. Ognuno è libero di entrare nella ronda così come di uscirne, nessuno si sognerebbe mai di discutere sul “chi ha vinto o perso”, concetti che si perdono nel vuoto della loro stessa ingenuità e che lasciano il posto a considerazioni più utili e profonde. Adoro e ammiro questa filosofia della comunità marziale del Meihua zhuang, non so quanti altri stili nel mondo possano ancora oggi vantare questo tipo di realtà.

Alcuni si arrampicano persino sugli alberi per poter ammirare lo spettacolo!

Lezione introduttiva di MHZ a Castromediano Lecce

gennaio 19th, 2010 § 0 comments § permalink

Il 18 gennaio, si è svolto a Lecce lo stage di presentazione dello stile Meihua zhuang per atleti di Muay Thai, curato da Giuseppe Mighali.
Riuniti dal responsabile su Lecce e provincia del settore Muay Thai per la federazione Kombat League e lottatore di MMA (Arti Marziali Miste), i partecipanti hanno potuto avvicinarsi ad » Read the rest of this entry «

Zhang Congfu

dicembre 26th, 2009 § 0 comments § permalink

di Giuseppe Mighali

Zhang Congfu, in cinese 张 从富, nacque nel 1736 (清高宗元年) nella provincia di Pingxiang in Hebei e morì nel 1816 (仁宗二十一年) all’età di 80 anni. Maestro di 8a generazione di Meihua Zhuang della grande intelaiatura, riformò lo stile fondandone uno nuovo denominato della piccola intelaiatura.

Discepolo del maestro Zhao Xueyi (赵 学义), i vari appunti storici lo ricordano buono di cuore e molto saggio, dedito alle arti marziali così come allo studio dei classici, due aspetti nei quali già in tenerà età raggiunse lodevoli traguardi.

Partendo dalla grande intelaiatura, codificò il Meihua Zhuang della piccola intelaiatura, e dopo ciò per tutta la vita si impegnò nel diffondere il pensiero “tutti i praticanti di Meihua del mondo sono un’unica famiglia” (天下梅花是一家).
Ed è così che, ancora oggi, gli unici due rami realmente esistenti del Meihua Zhuang, non si sono mai divisi effettivamente, come sarebbe successo in altri stili, e tutti i praticanti sentono di appartenere ad un’unica famiglia, pur conservando anche all’interno degli stessi rami sovrammenzionati alcune differenze nella pratica a volte molto visibili, ma sempre facenti parte di un quadro concettuale e tecnico ben preciso.

Nel 1764, Zhang Congfu decise di aprire una miniera a ovest di Xingtai in Hebei. I suoi discepoli erano molto poveri e spesso risultava difficile organizzare gli impegni lavorativi con l’allenamento. Così il maestro si diresse verso la capitale per richiedere i permessi necessari. In città notò un gruppo di uomini mentre accerchiavano una persona con l’intento di ucciderla. Il maestro intervenne immediatamente, salvò il malcapitato e solo dopo venne a conoscenza dell’identità dell’uomo: l’allora imperatore Qianlong (乾隆帝).
L’imperatore stupito dalle abilità marziali di Zhang Congfu volle trattenerlo a corte, e per ringraziarlo gli offrì una somma in denaro e una carica di ministro. Il maestro accettò l’abito da ministro (nell’immagine), ma rifiutò l’incarico, comunicando all’imperatore di non ritenersi all’altezza.

Rientrato nel suo villaggio, con i suoi discepoli aprì la miniera. La vita dei praticanti divenne subito più calma, tutti si organizzarono in modo da lavorare in miniera di giorno e allenarsi di sera. E i risultati non tardarono a farsi vedere.
Dopo qualche anno Zhang Congfu lasciò la miniera ad alcuni suoi discepoli e si mise in viaggio.

Nel 1816, il maestro fondatore della piccola intelaiatura morì nel suo villaggio nella provincia di Pingxiang in Hebei. I discepoli comunicarono la morte alla corte imperiale e l’imperatore Jiaqing (嘉庆帝), come ringraziamento per aver salvato l’imperatore Qianlong suo predecessore, ordinò e finanziò la costruzione della tomba di Zhang Congfu.

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