Maneggi di lancia

maggio 5th, 2012 § 0 comments § permalink

Maneggi di lancia in un comune giorno d’allenamento. La lancia della foto è un po’ più corta del dovuto… purtroppo neanche a Pechino è facile trovare un’asta della giusta lunghezza… andare a passeggio per le strade della città con un arma così poi… .

Un pescatore

gennaio 1st, 2012 § 8 comments § permalink

Opera del fotografo Lang Jingshan (1892 – 1995)

Un uomo d’affari americano, in un villaggio di pescatori sulla riva del mare messicano, vede avvicinarsi alla costa una piccola imbarcazione con all’interno una grande quantità di tonno pregiato.
L’uomo d’affari è stupìto dalla capacità del pescatore di catturare questo tipo di pesce, e chiede: “Da quanto tempo sei in mare?
Non da molto.“, risponde il pescatore.
L’americano continua: “E perché non ti trattieni un po’ più di tempo, e ne peschi di più?
Perplesso, il pescatore risponde: “Questo pesce è già sufficiente a mantenere la mia famiglia.
E nel tempo che ti rimane dopo la pesca cosa fai?“, incalza l’americano.
Ogni giorno dormo fino a svegliarmi naturalmente, entro in mare per pescare, ritorno a casa e gioco con i miei figli, dopo mezzogiorno dormo un altro po’, all’imbrunire arrivo in paese per bere un po’ e suonare la chitarra con i miei amici. Sono abbastanza impegnato durante tutta la giornata!

Opera del pittore Wu Guanzhong (1919 – 2010)

L’uomo d’affari sempre più incredulo, vorrebbe aiutare il pescatore con dei consigli: “Sono un esperto di MBA dell’Università di Harvard, io posso aiutarti! Tu dovresti utilizzare un altro po’ del tuo tempo per pescare più pesci, dal ricavato della loro vendita in poco tempo avrai il denaro per comprare una barca di legno più grande. Di conseguenza, avrai più spazio per pescare ancora più pesci, comprare più pescherecci e gestire la tua flotta personale. A questo punto non avrai più bisogno di vendere il tuo lavoro ai commercianti del pesce, ma potrai farlo direttamente alle fabbriche, per poi arrivare ad aprire una tua fabbrica di inscatolamento del tonno. In questo modo controllerai tutta la produzione, dalla lavorazione alla vendita. Dopodiché, potrai andartene da questo villaggio di pescatori, per trasferirti a Città del Messico, poi a Los Angeles, infine a New York. Qui la tua azienda in continua attività continuerà la sua espansione.
Il pescatore messicano: “Quanto tempo sarà necessario?
Da 15 a 20 anni.
E poi?
L’uomo d’affari dopo una risata risponde: “E poi potrai fare l’imperatore da casa! Alla prima occasione immetti le tue azioni sul mercato e le vendi ad alcuni investitori. Diventerai straricco! Guadagnerai miliardi su miliardi!
Di nuovo il pescatore: “E poi?
E l’americano: “E poi potrai andare in pensione! Ti potrai trasferire in un villaggio di pescatori, ogni giorno dormire fino a svegliarti naturalmente, entrare in mare per pescare, ritornare a casa e giocare con i tuoi nipoti, dopo mezzogiorno riposare un altro po’, all’imbrunire arrivare in paese per bere un po’ e suonare la chitarra con i tuoi amici!
Il messicano dubbioso risponde: “Beh, ma è proprio quello che faccio adesso!!!

Opera del pittore Feng Zikai (1898 – 1975)

Quali sono i nostri obiettivi nella vita? Di cosa abbiamo bisogno per stare bene ogni giorno? Cosa è veramente importante? E cosa è realmente essenziale?

Felice anno nuovo a voi e a tutte le persone care che vi sono vicine.

 

Il meihua zhuang all’Università degli Studi di Palermo

agosto 1st, 2011 § 4 comments § permalink

Giusi Tamburello
Ricercatrice
Università degli Studi di Palermo

Un seminario sui generis sulla cultura cinese

Come docente di cinese dell’Università degli Studi di Palermo, ritengo che sia molto importante offrire agli studenti occasioni di incontro con la cultura cinese che esulino dall’ambito strettamente universitario.
Cogliendo l’occasione del suo rientro dalla Cina per le vacanze estive, ho chiesto a Giuseppe Mighali, campione italiano ed esperto di arti marziali, al quale ho avuto il piacere di offrire i primi rudimenti della lingua cinese durante il mio periodo di insegnamento presso l’Università degli Studi di Lecce (ora Università del Salento), di incontrare gli studenti dei miei corsi palermitani.
Giuseppe è stato molto gentile e ha accettato l’invito.
A Palermo ha trascorso tre giorni durante i quali ha tenuto due lezioni-allenamento e un seminario. Tutte le attività si sono svolte all’ombra dei grandi alberi del bellissimo boschetto, una sorta di Central Park nostrano, che si trova nel cuore del Viale delle Scienze.
Giuseppe è un esperto dello stile meihua zhuang, letteralmente “pali dei fiori di prugno”, ed è uno dei pochi stranieri che, nell’ambiente delle arti marziali in Cina, abbia avuto l’onore di prestare giuramento e accettazione, come si dice in gergo, nel corso della tradizionale cerimonia baishi. Per questo motivo, Giuseppe può essere considerato ufficialmente come discendente di 19ma generazione nell’ambito della gerarchia interna allo stile stesso. Si tratta di un dettaglio molto particolare e importante se si tiene conto dell’esclusività della cerimonia alla quale non tutti possono essere ammessi e tanto meno gli stranieri. Spesso, infatti, a questi ultimi è negato anche il semplice allenamento pre-cerimonia.

Il meihua zhuang è un’antica arte marziale cinese che affonda le radici nella notte dei tempi, motivo per il quale le sue origini sono molto dibattute. In pochi conoscono questo stile che un tempo era molto raro perché trasmesso solamente di padre in figlio. Si tratta di uno stile particolare rispetto agli altri anche per la metodologia d’allenamento. Questa si basa sull’acquisizione delle cinque posizioni statiche (una per ogni petalo del fiore di prugno) che poi, nella pratica della cosiddetta “intelaiatura” (l’insieme dei movimenti semi-prestabiliti), trovano il proprio sviluppo dinamico e propedeutico al combattimento reale. Questi elementi, apparentemente semplici, che contraddistinguono il meihua zhuang, testimoniano dell’antica purezza e del valore applicativo di questo stile. Al giorno d’oggi, in molti altri stili, entrambi questi aspetti, sia per ragioni storiche sia per ragioni economiche, tendono purtroppo a scomparire.
Durante le due lezioni-allenamento, Giuseppe ha insegnato agli studenti intervenuti i primi movimenti fondamentali dello stile. Affinché fosse possibile comprendere la finalità degli stessi, ha mostrato anche le loro diverse applicazioni all’interno del combattimento mimando alcune tecniche. L’approccio di Giuseppe all’insegnamento delle arti marziali è molto diretto e tende a valorizzare le caratteristiche personali dell’allievo. Inoltre, il suo stile didattico si avvale continuamente di riferimenti al pensiero filosofico cinese, alla teoria e alla pratica dei maestri cinesi della tradizione, e alla sua esperienza che continua ad arricchire in Cina dove risiede stabilmente da ben otto anni.

La parte seminariale da lui svolta ha offerto agli studenti la possibilità di familiarizzare con lo sviluppo storico cinese delle arti marziali, con la configurazione del mondo che ruota intorno a queste arti in Cina, con le differenze rispetto alla pratica occidentale delle arti marziali, con gli sviluppi contemporanei dei vari stili e delle varie tecniche, con l’impegno quotidiano che è fondamentale per un apprendimento profondo di queste arti.
Nel corso della presentazione, gli studenti hanno potuto porgere tutte le domande che sono venute loro in mente e Giuseppe ha risposto a tutte con grande dovizia di particolari suscitando un ascolto affascinato.
La sensazione di fascino è stata accresciuta anche dalla dimostrazione fatta da Giuseppe, su richiesta degli studenti, di alcune evoluzioni avanzate tipiche del suo stile.

Stare seduti sotto gli alberi e ascoltare i racconti di Giuseppe, ammirare i suoi esercizi, osservare la sua pazienza nel correggere e incoraggiare i ragazzi è stata un’esperienza molto interessante e fonte di molteplici stimoli intellettuali.
Cercheremo, per il prossimo anno, di riproporre l’iniziativa certi che piacerà a molti.

Foto d’altri tempi

aprile 14th, 2011 § 0 comments § permalink

第二次国术表演大会摄影,民国廿六年

Questa foto del 1937 risalirebbe a un torneo di lotta organizzato dal governatore dello Shandong Han Fuju (韩复榘). Dalla provincia di Wuqiang vennero inviati otto lottatori destinati ad alimentare non poche leggende.

Gli anni della Repubblica di Cina (1911-1948) sono stati caratterizzati dalla rivalutazione delle arti marziali tradizionali cinesi da parte del governo, tanto da essere rinominate arti nazionali (guóshù 国术). In città come Shanghai, Hangzhou e Canton vennero organizzati tornei di arti marziali rimasti nella storia anche per essere riusciti a radunare un gran numero di maestri e praticanti.
Vennero organizzati anche esami, simili a quelli imperiali di un tempo, con lo scopo di rinforzare l’esercito.
Il governatore dello Shandong Han Fuju, figura chiave non solo per la sua regione, fu un importante protagonista di questa rivalutazione.

A bocca aperta

marzo 26th, 2011 § 2 comments § permalink

Il video è molto divertente. Dopo averlo visto, per un bel po’ di tempo, ogni volta che la sequenza mi ritornava in mente non riuscivo a trattenermi dal ridere… malauguratamente questo succedeva in ogni circostanza, in metropolitana, al mercato di frutta e verdura, mentre passeggiavo per strada… chissà quanti vedendomi avranno sospettato della mia stabilità mentale!

… Ma! … Se, come consigliava il saggio Pirandello, provassimo a passare dal comico all’umorismo?

L'”avvertimento del contrario” è spensierato e rilassante, ma una considerazione meno superficiale potrebbe far capire che spesso per strada ci facciamo distrarre troppo facilmente e dimentichiamo gli obiettivi propri di una pratica marziale genuina. Ci si perde in mere considerazioni estetiche degne di ballerini professionisti o, ancora peggio, in molto più puerili sentimenti di confronto e di sopraffazione degni di ragazzini al primo pelo che in gruppo si passano il righello nella biancheria intima. Si è sopraffatti dalla mania di grandezza procedendo in conteggi di forme, di tecniche, di maestri e Dio solo sa di cos’altro, quando poi basta un bel “ceffone” (solo per citare il video sopra) per risolvere la questione.

Così alla fine, sempre per citare Pirandello, “ciò che inizialmente ci faceva ridere adesso ci farà tutt’al più sorridere” o piangere, aggiungerei io nello specifico.

Frammenti fotografici – III

marzo 20th, 2011 § 0 comments § permalink

Terzo e ultimo gruppo di foto riguardanti il raduno Meihua Zhuang di Wuqiang (Hebei) di questo 2011.

Frammenti fotografici – II

marzo 14th, 2011 § 4 comments § permalink

Secondo gruppo di foto riguardanti il raduno Meihua Zhuang di Wuqiang (Hebei) di questo 2011.

Frammenti fotografici – I

marzo 9th, 2011 § 0 comments § permalink

Primi sporadici frammenti fotografici del raduno Meihua zhuang di Wuqiang (Hebei) di questo 2011.
La cerimonia commemorativa in onore dei maestri antenati si è svolta normalmente, a parte qualche caratteristico quanto inaspettato fiocco di neve. Oltre questa singola giornata di rito, i giorni passati in campagna sono stati caratterizzati come sempre da un’immersione completa nel Meihua zhuang: tre allenamenti al giorno con pausa soltanto per pranzo e cena, decorati da duelli e dimostrazioni.
Scarso più che mai il materiale multimediale rimasto; ecco un primo gruppo di foto, a volte neanche molto rappresentative, ma utili per ricordare l’evento.

Quest’anno siamo stati accolti da una bella sorpresa. Grazie ad aiuti economici statali, una vecchia scuola del villaggio è stata completamente ristrutturata e ora è utilizzata per varie attività ricreative. Quello che l’anno scorso era un rudere pericoloso, adesso è un ottimo punto di ritrovo per adulti e bambini; chi gioca, chi suona, chi danza, chi allena le arti marziali e chi guarda.
In un pomeriggio caratterizzato da neve e danze popolari, ecco un anziano alle prese con i maneggi del bastone a tre sezioni.
Alcuni attrezzi del mestiere.
Emmittenti televisive sempre alla ricerca di interviste e situazioni anomale. Evitarli è inutile… ricordate cosa succedeva tra i banchi di scuola quando si cercava di nascondersi per non essere interrogati? La sensazione è sempre la medesima!
Non fate battute maliziose sul gesto.
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