Nel cuore del Salento il terzo workshop sul Meihua zhuang

settembre 1st, 2011 § 1 comment § permalink

Dal 14 luglio al 21 agosto 2011, ad Aradeo (Lecce), si è svolta la terza edizione del workshop estivo dedicato al Meihua Zhuang tenuto da Giuseppe Mighali.

Il meihua zhuang all’Università degli Studi di Palermo

agosto 1st, 2011 § 4 comments § permalink

Giusi Tamburello
Ricercatrice
Università degli Studi di Palermo

Un seminario sui generis sulla cultura cinese

Come docente di cinese dell’Università degli Studi di Palermo, ritengo che sia molto importante offrire agli studenti occasioni di incontro con la cultura cinese che esulino dall’ambito strettamente universitario.
Cogliendo l’occasione del suo rientro dalla Cina per le vacanze estive, ho chiesto a Giuseppe Mighali, campione italiano ed esperto di arti marziali, al quale ho avuto il piacere di offrire i primi rudimenti della lingua cinese durante il mio periodo di insegnamento presso l’Università degli Studi di Lecce (ora Università del Salento), di incontrare gli studenti dei miei corsi palermitani.
Giuseppe è stato molto gentile e ha accettato l’invito.
A Palermo ha trascorso tre giorni durante i quali ha tenuto due lezioni-allenamento e un seminario. Tutte le attività si sono svolte all’ombra dei grandi alberi del bellissimo boschetto, una sorta di Central Park nostrano, che si trova nel cuore del Viale delle Scienze.
Giuseppe è un esperto dello stile meihua zhuang, letteralmente “pali dei fiori di prugno”, ed è uno dei pochi stranieri che, nell’ambiente delle arti marziali in Cina, abbia avuto l’onore di prestare giuramento e accettazione, come si dice in gergo, nel corso della tradizionale cerimonia baishi. Per questo motivo, Giuseppe può essere considerato ufficialmente come discendente di 19ma generazione nell’ambito della gerarchia interna allo stile stesso. Si tratta di un dettaglio molto particolare e importante se si tiene conto dell’esclusività della cerimonia alla quale non tutti possono essere ammessi e tanto meno gli stranieri. Spesso, infatti, a questi ultimi è negato anche il semplice allenamento pre-cerimonia.

Il meihua zhuang è un’antica arte marziale cinese che affonda le radici nella notte dei tempi, motivo per il quale le sue origini sono molto dibattute. In pochi conoscono questo stile che un tempo era molto raro perché trasmesso solamente di padre in figlio. Si tratta di uno stile particolare rispetto agli altri anche per la metodologia d’allenamento. Questa si basa sull’acquisizione delle cinque posizioni statiche (una per ogni petalo del fiore di prugno) che poi, nella pratica della cosiddetta “intelaiatura” (l’insieme dei movimenti semi-prestabiliti), trovano il proprio sviluppo dinamico e propedeutico al combattimento reale. Questi elementi, apparentemente semplici, che contraddistinguono il meihua zhuang, testimoniano dell’antica purezza e del valore applicativo di questo stile. Al giorno d’oggi, in molti altri stili, entrambi questi aspetti, sia per ragioni storiche sia per ragioni economiche, tendono purtroppo a scomparire.
Durante le due lezioni-allenamento, Giuseppe ha insegnato agli studenti intervenuti i primi movimenti fondamentali dello stile. Affinché fosse possibile comprendere la finalità degli stessi, ha mostrato anche le loro diverse applicazioni all’interno del combattimento mimando alcune tecniche. L’approccio di Giuseppe all’insegnamento delle arti marziali è molto diretto e tende a valorizzare le caratteristiche personali dell’allievo. Inoltre, il suo stile didattico si avvale continuamente di riferimenti al pensiero filosofico cinese, alla teoria e alla pratica dei maestri cinesi della tradizione, e alla sua esperienza che continua ad arricchire in Cina dove risiede stabilmente da ben otto anni.

La parte seminariale da lui svolta ha offerto agli studenti la possibilità di familiarizzare con lo sviluppo storico cinese delle arti marziali, con la configurazione del mondo che ruota intorno a queste arti in Cina, con le differenze rispetto alla pratica occidentale delle arti marziali, con gli sviluppi contemporanei dei vari stili e delle varie tecniche, con l’impegno quotidiano che è fondamentale per un apprendimento profondo di queste arti.
Nel corso della presentazione, gli studenti hanno potuto porgere tutte le domande che sono venute loro in mente e Giuseppe ha risposto a tutte con grande dovizia di particolari suscitando un ascolto affascinato.
La sensazione di fascino è stata accresciuta anche dalla dimostrazione fatta da Giuseppe, su richiesta degli studenti, di alcune evoluzioni avanzate tipiche del suo stile.

Stare seduti sotto gli alberi e ascoltare i racconti di Giuseppe, ammirare i suoi esercizi, osservare la sua pazienza nel correggere e incoraggiare i ragazzi è stata un’esperienza molto interessante e fonte di molteplici stimoli intellettuali.
Cercheremo, per il prossimo anno, di riproporre l’iniziativa certi che piacerà a molti.

Foto d’altri tempi

aprile 14th, 2011 § 0 comments § permalink

第二次国术表演大会摄影,民国廿六年

Questa foto del 1937 risalirebbe a un torneo di lotta organizzato dal governatore dello Shandong Han Fuju (韩复榘). Dalla provincia di Wuqiang vennero inviati otto lottatori destinati ad alimentare non poche leggende.

Gli anni della Repubblica di Cina (1911-1948) sono stati caratterizzati dalla rivalutazione delle arti marziali tradizionali cinesi da parte del governo, tanto da essere rinominate arti nazionali (guóshù 国术). In città come Shanghai, Hangzhou e Canton vennero organizzati tornei di arti marziali rimasti nella storia anche per essere riusciti a radunare un gran numero di maestri e praticanti.
Vennero organizzati anche esami, simili a quelli imperiali di un tempo, con lo scopo di rinforzare l’esercito.
Il governatore dello Shandong Han Fuju, figura chiave non solo per la sua regione, fu un importante protagonista di questa rivalutazione.

A bocca aperta

marzo 26th, 2011 § 2 comments § permalink

Il video è molto divertente. Dopo averlo visto, per un bel po’ di tempo, ogni volta che la sequenza mi ritornava in mente non riuscivo a trattenermi dal ridere… malauguratamente questo succedeva in ogni circostanza, in metropolitana, al mercato di frutta e verdura, mentre passeggiavo per strada… chissà quanti vedendomi avranno sospettato della mia stabilità mentale!

… Ma! … Se, come consigliava il saggio Pirandello, provassimo a passare dal comico all’umorismo?

L'”avvertimento del contrario” è spensierato e rilassante, ma una considerazione meno superficiale potrebbe far capire che spesso per strada ci facciamo distrarre troppo facilmente e dimentichiamo gli obiettivi propri di una pratica marziale genuina. Ci si perde in mere considerazioni estetiche degne di ballerini professionisti o, ancora peggio, in molto più puerili sentimenti di confronto e di sopraffazione degni di ragazzini al primo pelo che in gruppo si passano il righello nella biancheria intima. Si è sopraffatti dalla mania di grandezza procedendo in conteggi di forme, di tecniche, di maestri e Dio solo sa di cos’altro, quando poi basta un bel “ceffone” (solo per citare il video sopra) per risolvere la questione.

Così alla fine, sempre per citare Pirandello, “ciò che inizialmente ci faceva ridere adesso ci farà tutt’al più sorridere” o piangere, aggiungerei io nello specifico.

Frammenti fotografici – III

marzo 20th, 2011 § 0 comments § permalink

Terzo e ultimo gruppo di foto riguardanti il raduno Meihua Zhuang di Wuqiang (Hebei) di questo 2011.

Frammenti fotografici – II

marzo 14th, 2011 § 4 comments § permalink

Secondo gruppo di foto riguardanti il raduno Meihua Zhuang di Wuqiang (Hebei) di questo 2011.

Frammenti fotografici – I

marzo 9th, 2011 § 0 comments § permalink

Primi sporadici frammenti fotografici del raduno Meihua zhuang di Wuqiang (Hebei) di questo 2011.
La cerimonia commemorativa in onore dei maestri antenati si è svolta normalmente, a parte qualche caratteristico quanto inaspettato fiocco di neve. Oltre questa singola giornata di rito, i giorni passati in campagna sono stati caratterizzati come sempre da un’immersione completa nel Meihua zhuang: tre allenamenti al giorno con pausa soltanto per pranzo e cena, decorati da duelli e dimostrazioni.
Scarso più che mai il materiale multimediale rimasto; ecco un primo gruppo di foto, a volte neanche molto rappresentative, ma utili per ricordare l’evento.

Quest’anno siamo stati accolti da una bella sorpresa. Grazie ad aiuti economici statali, una vecchia scuola del villaggio è stata completamente ristrutturata e ora è utilizzata per varie attività ricreative. Quello che l’anno scorso era un rudere pericoloso, adesso è un ottimo punto di ritrovo per adulti e bambini; chi gioca, chi suona, chi danza, chi allena le arti marziali e chi guarda.
In un pomeriggio caratterizzato da neve e danze popolari, ecco un anziano alle prese con i maneggi del bastone a tre sezioni.
Alcuni attrezzi del mestiere.
Emmittenti televisive sempre alla ricerca di interviste e situazioni anomale. Evitarli è inutile… ricordate cosa succedeva tra i banchi di scuola quando si cercava di nascondersi per non essere interrogati? La sensazione è sempre la medesima!
Non fate battute maliziose sul gesto.

Un’esperienza diversa

febbraio 22nd, 2011 § 2 comments § permalink

di Giuseppe Mighali
per Spigolature Salentine

Dèi della porta (门神)

Come tutti gli anni ho trascorso le ultime due settimane del capodanno cinese nella regione dello Hebei, in campagna, tra combattimenti e allenamenti intensivi.

Quest’anno, però, ho voluto ritagliarmi una breve sosta per andare alla scoperta non di maestri di arti marziali, ma di altri grandi personaggi che continuano a praticare e tramandare una particolare tecnica dell’arte della stampa su carta con blocchi di legno, arte popolare che in questa provincia vanta origini risalenti alla fine della dinastia Song (960 – 1279).

Le stampe sono molto richieste soprattutto durante il capodanno cinese e sono prodotte da artisti, quasi tutti contadini dediti principalmente al lavoro agricolo.
L’immagine finale è il risultato di tre processi: disegno (绘 huì), incisione (刻 kè) e stampa (印 yìn).
I contorni dell’immagine vengono dapprima disegnati su un foglio carta di riso sottile, il quale viene poi incollato in senso opposto su un blocco di legno piano e successivamente inciso a mano libera. La particolarità della tecnica e quindi la maestria nel realizzare le opere, sta nel disegno, che  deve essere diviso su più blocchi di legno in base al colore che si dovrà stampare. Per una sola stampa, quindi, verranno incisi più blocchi di legno, uno per ogni colore da utilizzarsi.
Su ogni blocco si stende dunque l’inchiostro liquido, che sarà del colore previsto, quindi si applica il foglio, esercitandovi adeguata pressione con una speciale spatola. Una volta stabilito il contatto del foglio con i diversi blocchi si ottiene dunque una cromia che è antesignana della moderna planografia.

In quelle vecchie case della cruda campagna della Cina del nord quel sapiente artigianato trasmesso da millenni di generazione in generazione, l’odore acre dell’inchiostro e le pazienti espressioni rugose di quegli anonimi artisti, anziani “tipografi”, hanno lasciato un’altro indelebile segno nella mia vita.

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