Commemorazione dei maestri defunti

febbraio 9th, 2017 § 0 comments

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Secondo l’immaginario cinese, nei giorni più freddi dell’inverno, primo fra tutti, il fiore di susino diffonde nell’aria il proprio profumo, nascosto dalla neve che ne tempra il carattere. In questi giorni, che coincidono con il capodanno cinese, è tradizione iniziare il nuovo anno con una festa commemorativa per i nostri maestri antenati del Méihuāzhuāng.

Il primo febbraio, a cavallo della mia piccola Chevrolet color ruggine fiammante, sono andato a trovare maestri e i miei fratelli d’arte, contadini di un villaggio dello Héběi centromeridionale. Dopo una breve sosta per gli auguri di buon anno e un po’ di tè, insieme, ci siamo diretti più a sud, quasi al confine con lo Hénán, presso la tomba di Zhāng Cónfù, il maestro di 8a generazione della grande intelaiatura che riformò lo stile fondandone uno nuovo, quello che io pratico, denominato della “piccola intelaiatura”. Inizia qui la commemorazione degli antenati.

Il 3 febbraio, un’altra dovuta trasferta ci porta ancora lontano, fino al villaggio dei maestri . Due maestri di 13a generazione che nella seconda metà dell’Ottocento si trasferirono in un villaggio più a nord, nello Héběi centromeridionale, fondando un nuovo centro per la diffusione della nostra arte marziale, lo stesso che diede poi i natali a molti maestri passati alla storia, come per esempio Hán Qíchāng.

Ed è proprio nel villaggio che diede rifugio ai maestri , dove il 4 febbraio il mio maestro mi ha raggiunto, che la festa è letteralmente esplosa. Il 7 febbraio la mattina inizia con il rito della commemorazione e un veloce giro di esibizioni davanti alle stele dei maestri defunti. Dopo pranzo, i praticanti della zona hanno fatto libera esibizione della propria pratica. Il tutto si è concluso dopo ore, con sfide e duelli.

Finiscono così questi giorni di festa, l’anno del gallo non poteva iniziare meglio: tra sessioni di allenamento interminabili e pseudo-pause in cortile, fra discussioni teoriche e prove pratiche, tra “scazzottate” ed esibizioni. Che i maestri defunti riposino in pace, perchè i loro insegnamenti non sono andati perduti e la loro pazienza è ripagata di generazione in generazione con il sudore e l’entusiasmo.

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