Sede di allenamento in Puglia

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La sede di allenamento in Puglia, che affettuosamente chiamiamo “campo marzio”, è il risultato di un progetto avviato nel 2007 in agro di Aradeo, in provincia di Lecce. Progetto che ha come obiettivo la reintroduzione di piante un tempo protagoniste della penisola salentina, col tempo sottomesse da metodi agricoli estremi, fino a quasi scomparire, compromettendo gli equilibri dell’ecosistema salentino e causando un danno al sistema economico-culturale del territorio.

“Nel Salento vi erano antiche foreste oggi distrutte quasi completamente”, conferma anche Piero Medagli, docente di Botanica dell’Università del Salento a Lecce.
Oggi, gli ultimi residui di queste più estese e folte coperture boschive ci possono aiutare a comprendere le varietà che un tempo popolavano questa zona. Nel Salento meridionale abbondavano boschi di quercia spinosa, tipo Bosco di Cardigliano, talvolta misti a leccio; nel tavoliere di Lecce prevalevano i boschi di leccio, sull’esempio di Parco di Rauccio, ultima parte di ciò che nel medioevo era conosciuto come la Foresta di Lecce; presso brindisi vi erano diverse sugherete, come a Bosco Lucci e Santa Teresa; nel territorio di Tricase vi era la vallonea come nel celebre boschetto comunemente chiamato Falanida, ultimo residuo e famoso per la sua Quercia dei Cento Cavalieri, un gigantesco esemplare di vallonea; nella Piana di Supersano vi era il farnetto di cui restano solo pochi esemplari sparsi.
Oltre alle ricerche di studiosi di diverse discipline impegnati nella conservazione e nella rivalutazione di questa terra, preziosi testimoni dell’antica biodiversità forestale sono anche appunti storici come per esempio il “Flora salentina” di Martino Marinosci, lavoro iniziato dall’autore nel 1810 e pubblicato postumo nel 1870.

Sulla base di queste e molte altre informazioni, le essenze utilizzate per lo strato arboreo di questa iniziativa sono: Leccio (Quercus ilex L.), Vallonea (Quercus ithaburensis subsp. macrolepis), Farnetto (Quercus frainetto Ten.), Virgiliana (Quercus virgiliana Ten.), Ciavardello (Sorbus torminalis L.), Orniello (Fraxinus ornus L.) e Acero campestre (Acer campestre L.). Gli unici esemplari “esotici” sono 3 Cipressi toscani (Cupressus sempervirens piramidalis) e 2 Ginco (Ginkgo biloba).
Il progetto è ancora in fase di sviluppo e in continua trasformazione, e nei prossimi anni è prevista la piantumazione dello strato arbustivo, ultimo intervento prima di lasciare completamente spazio a un progressivo inselvatichimento.

Pur rimanendo funzionale ai nostri allenamenti marziali, l’ambizione di questo modesto gesto è anche quella di far conoscere e quindi sensibilizzare. Per un restauro paesaggistico e per una sempre maggiore valorizzazione e tutela della biodiversità del Salento.

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